Cinque gli anni trascorsi in quella grotta, tante le guerre combattute. Quanti ricordi nella mente dei confratelli, quanti sacrifici, quante soddisfazioni…
Quella grotta col tempo era diventata davvero una bella casa, i fiori della piazza, le limpide acque della cascata, i profumi sempre nuovi provenienti dalla locanda, sembrava sempre festa tra quelle mura.
Fuori, il fiume Orquishar scorreva limpido facendo da confine alle terre orchesche, a nord gli orchi spesso si avvicinavano come a ricordare ai confratelli che quelle erano pur sempre terre loro, a sud i boschi erano tranquilli, al massimo qualche ragno o qualche terathan che solitario si avvicinava in cerca di cibo. L’aria di montagna era un toccasana, la fresca brezza del mattino riusciva sempre a metter tutti di buon umore quando varcando le soglie del portone uscivano a guardare il sorgere del sole, che da Est veniva a salutarli ogni giorno.
Come dimenticare le sere trascorse sul prato a guardar le stelle, li dove i rumori della città non arrivavano, li dove la natura era ancora incontaminata loro trascorrevano i loro giorni, lavorando i campi, lavorando legna e metalli raccolti nella zona, pescando e allevando il bestiame. Per ben cinque lunghi anni quella grotta è stata la loro Fortezza, quei portoni che per molti furono un simbolo di protezione e di forza, quella terra che finalmente nessuno avrebbe rivendicato come propria, una terra tutta loro, che avevano conquistato con le loro forze. Quante battaglie, quante vittorie… gli orchi, gli uomini pesce, i fantasmi provenienti dalla quercia degli impiccati, le rane demoniache del lago Dulses, quel druido oscuro con i suoi arbusti corrotti, e i troll, gli ogre, i giganti, la gigantesca Idra dai colori sgargianti, i Gargoyle e i Terathan… quante battaglie… quante vittorie… Tutto è impresso nella mente dei confratelli piu anziani, come i volti di tutti quei fratelli che diedero la vita per questo sogno. Come dimenticare Lomion, Clerius, Resif, Alain, Arahael, Valgar, Namaah, Tameek, Tolman, Juka, Kolcas, Ishramar, Taddeus, Elros, Kyon, Chebol, Iris, Fildan, Lovien, Enaroth e tutti quelli che diedero tutto se stesso per creare una casa li dove sembrava impossibile farlo, come non ricordare Degan, Geth, Norhm, Mornon, Menengrad, Sleyrt, Eristan, Arthas, Drake, Hilruin, Kamahl, che hanno fatto la storia di questa comunità; quante le immagini nel libro dei ricordi, quante le vite spezzate dal destino, eppure Eldor è ancora in piedi, Eldor è ancora qui.
Dopo quell’oscuro Nembonume 274, ove tutti avevano ormai perso le speranze, dopo quella tragica notte in cui i Grimlock, gigantesche creature giunte da chissà quale stradannatissimo posto, fecero la loro comparsa nelle eldoriane terre, dopo quella notte in cui assistirono impotenti al massacro al quale pochi di loro riuscirono a sottrarsi, Eldor sembrava destinata a scomparire, come sempre però i Nani si rivelarono un’ incrollabile speranza. Grazie alle loro conoscenze millenarie riuscirono a trarre in salvo i superstiti rimasti intrappolati sotto le macerie, la struttura ormai compromessa a causa dei ripetuti attacchi dei Grimlock venne investita da un potentissimo terremoto che la rase al suolo nel giro di due settimane.
Tutto d’un tratto si ritrovarono nuovamente senza casa, alcuni di loro decisero di prendere i propri beni e chiedere ospitalità presso la casa di alcuni conoscenti in regni lontani, molti altri invece seguirono il Midian Sharka presso l’isola di Loknar dove gli alleati avevano offerto loro ospitalità presso una piccola casa, per giorni i mezz’elfi affiancarono i Loknariani nella guerra contro i Grimlock con la speranza di riuscire a liberare almeno la cittadina ma anche questa guerra si risolse in un clamoroso fallimento.
Dopo circa un mese sentirono il bisogno di partire in cerca di un nuovo luogo da poter chiamare casa, ma ormai tutte le terre emerse erano possedimenti di questo o di quel regno e nelle terre selvagge non vi era più spazio per loro. Il Midian chiese dunque udienza ai Nani e scortato dai suoi confratelli si presentò al cospetto dello Djare portando lui i ringraziamenti della comunità che solo grazie al loro intervento era riuscita a trarsi in salvo. Lo Djare consapevole della situazione in cui la comunità verteva propose dunque agli Eldoriani la possibilità di andare a vivere con i componenti del clan Freddalama presso il piccolo villaggio di Nuran Kar.
Il sesto giorno di Forense del 275, lo stesso giorno in cui cinque anni prima presso le terre orchesche veniva fondata la comunità di Eldor, presso il villaggio di Nuran Kar gli Eldoriani vollero riunire gli amici più cari ed organizzato un festoso banchetto, accompagnati da canti e gioiosi schiamazzi alzarono al cielo i calici e festeggiarono la rinascita della comunità mezz’elfica.
Galdor, Earin, Ivamar, Erdan, Sharka, Godam e tutti gli altri giovani del gruppo alzando lo sguardo al cielo ricordarono le gesta dei loro confratelli scomparsi. Nei loro occhi ardeva la fiamma della rinascita, nelle loro mani vi era il loro destino, al loro fianco gli amici piu cari e il popolo Djaredin.